I primi esperimenti sulla gassificazione vennero condotti nel 1699 da Dean Clayton. Nel 1840 fu realizzato il primo gassificatore commerciale in Francia e nel 1861 l’introduzione di un innovativo modello di gassificatore consacrò il marchio Siemens. Negli anni 30 del ‘900 diverse nazioni europee sfruttarono la gassificazione anche per il mercato automobilistico e non era raro vedere veicolo che adottavano al posto di un normale motore sistemi gassogeni.
Nel 1939 La Svezia vantava addirittura il 90% del parco circolante azionato a gas di gassogeno. La tecnologia venne abbandonata data l’abbondanza di petrolio successiva alla Seconda guerra mondiale. Negli ultimi decenni si stanno sviluppando diverse nuove tecnologie riguardo la gassificazione della biomassa e dei rifiuti, per impianti di taglia più o meno grande.
È un processo chimico endotermico grazie a cui combustibili solidi ricchi di carbonio vengono convertiti in un gas di sintesi. Si possono convertire quindi sostanze organiche di poco valore in un prodotto versatile, dal maggior potere calorifico e pulito.
Il gas prodotto è una miscela i cui componenti principali sono monossido di carbonio (CO), biossido di carbonio (CO2) e idrogeno (H2) con tracce di metano (CH4) più o meno consistenti a seconda della materia prima utilizzata.
Nei nostri impianti abbiamo optato per adottare un forno rotante contro corrente a letto fluido: efficace con la maggior parte delle matrici.
Lo scopo della gassificazione è la trasformazione di un materiale solido di poco valore economico ed energetico in gas di sintesi: la combustione parziale che avviene durante la gassificazione sviluppa solo il 20-30% del calore realmente ottenibile attraverso un’ossidazione completa. Ciò significa che il syngas possiede il 70 - 80% del potere calorifico del combustibile di origine.
Il gas prodotto presenta composizioni differenti in funzione sia delle matrici trattate che della tecnologia utilizzata per la sua produzione, che per la differente corrente gassificante utilizzata (aria, ossigeno, vapore). Sono presenti anche numerose sostanze inquinanti. Il loro contenuto deve essere necessariamente ridotto sia per motivi ambientali sia per evitare di influenzare o danneggiare i successivi processi a cui è sottoposto il gas. Noi li abbattiamo avvalendoci principalmente della cavitazione e inviando i contaminanti non abbattibili con questa tecnologia direttamente in torcia al plasma.